I quattro pilastri della vita cristiana

7° incontro: Conosciamo le “quattro colonne

(Racconto)

Possiamo cominciare con i 4 pilastri facendo in questo modo:
disponiamo le colonne nella chiesa,

quella d’oro che dice la presenza di Gesù fra noi, i sacramenti, nella cappella.

qui diciamo che Gesù ha voluto trovare un modo per rimanere sempre con noi, per esserci accanto e dirci tutto l’amore che abita il cuore del Padre. L’ha fatto diventando uno di noi (come festeggiamo a Natale: Gesù che si fa bambino per essere uno di noi) e ci ha lasciato il Suo corpo che è la chiesa dove c’è il pane dell’Eucarestia. Un pane spezzato che ci parla sempre dell’amore grande e infinito di Gesù che si mette nelle nostre mani, che ci fa suoi collaboratori, che ci chiede di vivere con gioia le opere di misericordia, di ascoltare la sua Parola……..ecc. Il segno della genuflessione è il modo che abbiamo per dire a Gesù quanto per noi è importante. Gli diciamo che noi lo riconosciamo Signore della nostra vita, colui che è fonte di vita, di gioia. È così importante che ogni domenica non manchiamo all’incontro con Lui e con la comunità alla messa. Qui diciamo a tutti quanto crediamo in Lui, quanto è importante per noi andando all’altare al momento della consacrazione, momento in cui il silenzio è necessario per accorgersi di quel grande mistero meraviglioso che è la presenza di Gesù fra noi. Silenzio necessario per accogliere Gesù nel nostro cuore in attesa di poterlo riceve nel sacramento dell’Eucarestia.

la colonna verde all’ambone: luogo dove, ogni domenica giorno dell’incontro con tutta la comunità, viene proclamata la Parola di Gesù.

Tutta la comunità si ritrova per ascoltare quello che Gesù ci vuole dire ricchezza di una Parola che ci rimane nel cuore, nelle mani….per tutta la settimana. Il segno di portarci all’ambone cantando tutta la nostra gioia di poter ascoltare la sua Parola cantando l’alleluia, vuol proprio dire il grande desiderio che abbiamo nel cuore di nutrirci della Parola di Dio per essere quell’albero rigoglioso che custodisce la perla preziosa che è Gesù, che abbiamo trovato nel nostro primo incontro.

La colonna blu al battistero. Luogo che ci parla dell’immensa cura che Dio ha per noi.

Quel Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza. Che ci regala la sua stessa vita immergendoci nell’acqua del Battesimo. Luogo che ci ricorda che Gesù ci dona la sua Grazia, tutta la sua finezza per imparare a guardare agli altri con gli stessi suoi occhi, occhi di chi ci vuole bene e cerca il bene per tutti. Ci dice con gioia che Lui è la luce che guida i nostri passi, che illumina il nostro cammino. Luogo che ci invita a guardare in alto, ad aprire il cuore alla preghiera per coltivare una confidenza fatta di grazia, di tenerezza, con Gesù. Il segno della croce che facciamo all’inizio di ogni incontro con Gesù, sia personale che comunitario, dice proprio questo dono di Gesù: che ci allarga il cuore, lo innalza al desiderio di confidarci con Lui, di affidargli tutto ciò che abbiamo nel cuore, di metterci in mezzo per intercedere, per chiedere il bene per tutti. È il dono grande della preghiera nella certezza che il Signore ascolta la nostra voce.

La colonna rossa in mezzo alla chiesa tra i ceri (segno della preghiera dei fedeli) e il cesto della carità (segno della cura del fratello).

Questi sono i preziosi segni della cura che ognuno di noi ha degli altri, segnati dalla preghiera di ascolto della Parola e dell’intercessione segnata dall’accensione di un piccolo cero che vuole dire il nostro desiderio di metterci in mezzo, di innalzare la nostra voce per i bisogni di tutti. (una volta una simpatica nonnina che stava accedendo sei ceri mi disse: “ne devo accendere sei perché è il numero dei miei vicini e ciascuno di loro ha dei bisogni particolari in casa e io non posso dimenticarmi di nessuno). Piccole e grandi perle che ci dicono come il Signore lavora nei nostri cuori e non smette mai di insegnarci ad amare. Il segno di ricordarci di dire le preghiere al mattino e alla sera vuol dire il prenderci a cuore i fratelli che ci vivono intorno e anche quelli che non conosciamo ma che abitano il nostro stesso mondo. questo segno della preghiera ci allargherà certamente il cuore fino a portarci a pensare di togliere a noi qualcosa per farci dono a chi non ha nulla o meno di noi perché possiamo condividere la gioia. Soprattutto in questo periodo del Natale non dimentichiamoci di chi ha bisogno di tutto. Il cesto della carità è il segno che tra noi vivono i poveri che sono i preferiti da Gesù.

Poi le colonne verranno portate all’altare (o in cappella) e disposte in modo da costruire una chiesa, vediamo di costruire anche un tetto. E in mezzo metteremo la culla di Gesù che attendiamo nel Natale e che è il centro di tutto quello che abbiamo detto.

 

8° incontro: proviamo a vivere questi quattro pilastri, pregando…

Da ricordare:
in ogni luogo decidiamo di pregare, è necessario entrare in preghiera. cioè preparare il nostro
corpo all’incontro con Gesù.

Primo gesto cerco di fare silenzio intorno a me (ricordandomi che il Signore è presente in un filo di silenzio sonoro) perché anche il mio cuore si prepari ad ascoltare.

 

Secondo gesto cerco una frase che mi aiuta a pregare e la ripeto più volte tenendo le mani giunte e il capo abbassato.

(alcune frasi che mi possono aiutare: “Tu, Gesù, ti prendi cura di me, mi allarghi il cuore, mi doni la tua parola.” “Ti rendo grazie, Signore, perché il tuo amore è per sempre.” “Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo” “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” “ti rendo grazie, Signore, perché ti prendi cura del povero, e lo insegni anche a me”.

Terzo gesto: inizio a pregare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

(faccio il segno della croce)

 

Quarto gesto: leggo una frase del vangelo, riprendo qualche frase del catechismo, mi lascio guidare dai miei genitori, penso e prego per chi ha bisogno, per la pace, per i malati………

 

Quasi una sosta: Preghiera e carità . Ripensando al Giubileo della “misericordia”

Sfamare chi ha fame;
dissetare chi ha sete;
vestire chi è nudo o poco vestito;
visitare i malati,
chi è in carcere;
consolare chi è preoccupato;
accogliere gli stranieri o chi ha bisogno di un gesto di amicizia,
consigliare chi è nel dubbio, chi non sa cosa scegliere.
perdonare le offese;
aiutare chi non sa;
esortare chi sbaglia,
sopportare i noiosi (rielaborazione di Mt 21)
Quinto gesto: quando ho finito con molta calma ringraziando Gesù per la gioia che mi ha regalato e che abita il mio cuore lo saluto e concludo….

 

9° incontro: Prepariamo la via Crucis

Oggi ci troviamo nelle chiese “grandi” e osserviamo attentamente i quadri della via Crucis: scrutiamo i colori, gli sguardi, le stranezze: quello che non si capisce

Poi, ne scegliamo una e cerchiamo di dire perchè proprio quella ci ha colpito
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NON DIMENTICHIAMO CHE TUTTO SI COMPLETA NEL TRIDUO PASQUALE

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