Nella comunità ci sono tante persone che come il samaritano della parabola si fermano davanti a chi ha bisogno;
alcuni mostrano questa vicinanza in modo diretto ed esplicito, per esempio quanti lavorano con malati e bisognosi; altri si occupano dei piccoli; altri si dedicano alle pulizie e ad altri lavori umili, ma indispensabili in una comunità ordinata e attenta; altri ci fanno trovare la Casa del Signoreadorna di una finezza e la mensa del Signore prontaper l’Eucarestia.
E’ bello che i ragazzi si accorgano di questo popolo nascosto… e imaprino che anche loro sanno già fare qualcosa: chierichetti, cantori ecc.
All’esterno della chiesa:
con calma ci si raccoglie per “entrare” in preghiera.
“Entrati in preghiera”I, si invitano a rileggere in silenzio il brano del buon samaritano, (luca (10, 25–37)
e a proporre ai compagni qualche frase che li ha colpiti.
A gruppi si medita su queste frasi di madre Teresa
Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare.
Il giornalista, chiese a Madre Teresa: “Dove trovate la forza per vivere qui, in mezzo a tanto dolore e a tanta miseria?”. Madre Teresa prontamente rispose: “La nostra forza è l’Eucaristia!”.
«Aprite gli occhi e guardate».
Non c’è solo famedi un pezzo di pane,
c’è fame di comprendere l’ amore, la parola di Dio.
Non si è nudi solo per la mancanzadi vestiti,
la nudità è la perdita della dignità umana.
e si cercano persone che nella comunità aiutano, anche in modo silenzioso e semplice.
si incontrano alcune persone che nella comunità “aiutano”
Sempre a gruppi, si incontrano alcune persone che nella comunità “aiutano” in modo semplice e spesso sconosciuto.
Si possono invitare rappresentanti degli animatori liturgici, della segreteria, della pulizia e attenzione alla sagrestia; samaritani; animatori dell’oratorio estivo; catechiste.
Con poche parole semplici come il loro impegno dicono ai ragazzi cosa fanno e rispondono a qualche domanda .
Alla fine insieme preghiamo
(letta in silenzio la preghiera, ragazzi e adulti ne riprendono una frase per loro importante.)
1. Signore, insegnami a parlare,
Ma con amore.
Rendimi capace di comprendere
e dammi la fede che muove le montagne,
ma con l’amore.
Insegnami quell’amore
che è sempre paziente e sempre gentile;
mai geloso, presuntuoso,
egoista o permaloso;
l’amore che prova gioia nella verità,
sempre pronto a perdonare,
a credere, a sperare e a sopportare.
Signore, che io sia sempre
il debole ma costante riflesso
del tuo amore perfetto.
2. Apri i nostri occhi, Signore,
perché possiamo vedere te nei nostri fratelli.
Apri le nostre orecchie, Signore,
perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura,
e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore,
perché impariamo ad amarci
gli uni gli altri come tu ci ami.
(M. Teresa)
Padre nostro…
Ci lasciamo con questa domanda:
E io cosa so fare, cosa posso fare pr gli altri?
1. Nella mia comunità,
2. Con la mia famiglia,
3. per i miei amici…
