La sapienza dei testi biblici

3°catechesi in famiglia
Da: Laudato sì (di Papa Francesco)

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                                                                     La sapienza                                                         dei racconti biblici

Bimbo: Ecco, ho preso la scatola per riporre le statuine del presepe così sono pronte per l’anno prossimo.
Però ho un desiderio, vorrei tenere sul comodino quella di un Magio.

Papà: Come mai? C’è il rischio di perderla…

Bimbo: Prometto che la conservo con cura…
Voglio ricordarmi l’importanza del cammino che hanno fatto i Magi.
Si sono messi per strada, per arrivare fino a Gesù, lo hanno visto, gli hanno portato dei doni, soprattutto l’hanno riconosciuto come Signore.
Io non voglio dimenticarlo!
Anzi, piacerebbe anche a me avere una stella che mi guida fino a Gesù, o a fare qualcosa di bello per lui.

Mamma: Hai ragione, abbiamo ancora negli occhi la bellezza di questo Dio che è diventato uno di noi.
La bellezza di sapere che ognuno di noi è una creatura amata tantissimo dal suo Creatore.

Provate a ricordare qualche cosa di bello vissuto insieme nelle feste di Natale a casa vostra.
Pensa anche a qualcosa di bello fatto insieme anche con la comunità.
Qualcosa che riconoscete come un dono grande.

 

 

(se l’hai puoi anche mostrare una foto)

Papà: Sapete ho letto una cosa bellissima che ha scritto Papa Francesco. Ascoltate: “Dopo la creazione dell’uomo e della donna, si dice che “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona”.
Ancora dice che la Bibbia ci insegna che ogni essere umano è creato per amore, fatto a immagine e somiglianza di Dio: non è solo qualcosa, ma qualcuno, capace di conoscere di entrare in comunione con gli altri.

Bimbo: Vuoi dire che anche tutti i miei amici sono importanti per il Signore come lo sono io?

Mamma: “Siamo stati concepiti nel cuore di Dio e quindi ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio.
Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario”.

Sostiamo e contempliamo questa bellezza pregando insieme con il Salmo 8.
(insieme le strofe scritte in grassetto, un adulto quelle normali)

O Signore, nostro Dio,
come è grande il tuo nome su tutta la terra!

Canterò la tua gloria più grande dei cieli
balbettando come i bambini e i lattanti:
contro gli avversari hai costruito una fortezza
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il cielo, opera delle tue mani,
la luna e le stelle che vi hai posto,
chi è mai l’uomo perché ti ricordi di lui?
Chi è mai, che tu ne abbia cura?

L’hai fatto di poco inferiore a un dio,
coronato di forza e di splendore,
signore dell’opera delle tue mani.

Tutto hai messo sotto il suo dominio:
pecore, buoi e bestie selvatiche,
uccelli del cielo e pesci del mare
e le creature degli oceani profondi.
O, Signore nostro Dio,
come è grande il tuo nome su tutta la terra!

(al termine della preghiera insieme, si fa un istante di silenzio
e poi ognuno dei presenti recita una frase ad alta voce e gli altri la ripetono).

Papà: Papa Francesco dice che, per vivere bene, ciascuno di noi deve fare attenzione a tre relazioni:
° quella con Dio
° quella con il prossimo,
° quella con la terra

Mamma: La Bibbia insegna che dobbiamo “coltivare e custodire” il giardino del mondo:
“coltivare” significa arare o lavorare un terreno,
“custodire” vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare.
C’è una relazione di reciprocità responsabile tra uomini e natura: ogni comunità può prendere dalla
bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla
e garantire che sia ancora fertile per le generazioni future.
Ti possono sembrare Parole difficili ma, se ci pensiamo bene… …

Bimbo: no!!! Ho capito, anche noi possiamo portare dei doni a Gesù, come hanno fatto i Magi.
Certamente a Dio piacerà se noi impariamo a pregarlo insieme, oppure se facciamo dei gesti di attenzione verso gli altri, magari pensando anche ai più poveri.
(in chiesa c’è sempre un cesto per la carità ma io spesso non ci faccio caso. Posso impegnarmi di più). Ancora piacerà, a Dio, se facciamo attenzione alla terra, alla sua creazione, possiamo cercare di non sprecare quello che abbiamo e di pensare al futuro (magari imparando bene la “raccolta differenziata”).

Papà: bravo! Hai detto bene. Proviamo a scegliere un gesto che possa diventare “Dono” e renderci “collaboratori” del disegno di Dio.

Scrivo l’impegno scelto fra le tre relazioni citate.

 

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