Educare alla carità: quasi un gioco…

Consiglio pastorale del 20 aprile e 22 maggio 2018

Quest’anno con la città e il nostro decanato,  si è pensato di dare attenzione al “mondo giovanile”.

Più volte Papa Francesco ha detto:
“Ai giovani fate fare qualcosa di bello, che esprima attenzione ai fratelli e vedrete che riuscirete a incontrarli”.

Personalmente, mi vado convincendo che la linea del Papa sia quella più semplificante e più percorribile.  (ndr.)

Dunque un po’ delusi dagli incontri di decanato,
abbiamo preferito affrontare il tema con una riflessione un po’ parziale,
limitandoci al segmento “giovani e carità”.
Ci siamo domandati: «Cosa potremmo chiedere a livello “caritativo” ai nostri ragazzi, nelle diverse età?».

Ci siamo proposti questo schemino-senza-pretese ma risultato utile a noi e speriamo all’intera comunità.

Prendetelo anche voi, quasi fosse un gioco da completare.

Aiutino-giochino per il consiglio pastorale del 20 aprile 2018

quasi delle caselle da riempire

Abbiamo pensato a qualche settore/orizzonte di vita caritativa
e a come si poteva applicare alle diverse età.

Ci sono venute queste idee.

Sobrietà: per pensare agli altri  occorre una certa partecipazione diretta

Un servizio, se non costa, non vale!

Gesti concreti:

Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani!

Orizzonti:
se non si hanno orizzonti, ci si perde in pensieri e “strategie” che diventano chiacchere vane.

Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

Specialità:
ci piace pensare che alcuni ragazzi sappiamo già fare molto e che altri verranno attratti in seguito.

Ci sono ragazzi che possono di più. .Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

Responsabilità: è un’altra forma della concretezza.

Grandi si diventa

Cura dell’altro:

Domanda per il mio esame di coscienza

Compiti per”adulti”:
contro il rischio di sostituirci ai ” compiti che spettano ai nostri ragazzi”,
occorre domandarci come adulti: cosa sanno fare da soli? cosa tocca a loro?

Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

Età:

0-6 anni; 7-10 anni; 11-14 anni; 15-18 anni;18-21 anni;
Nb.: Ci fermiamo a 21 anni perché vorremmo che i nostri figli fossero grandi, ormai. Ma nulla vieta che…

 

Unendo questi pensieri alle singole età ci sono venutwe queste “schede”

Da vedere, da vagliare,  da limare, da discutere. Insomma il “giochino”  ha bisogno di essere ripreso…

 

Età: 0-6 anni;

Sobrietà – Se non costa, non vale!

– Prendo cura delle cose (giochi p. es.)
– Gioco (utilizzo) con quello che ho
– Imparo a dare valore a quello che ho

Gesti concreti: – Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani!

– Imparo a salutare chi in­contro (e a sorridere)
– Condivido i giochi con gli altri
– Imparo e utilizzo le paro­le magi­che del Papa: (permesso; per favore; scusa; grazie)
– Comincio a prendermi cura del mondo (imparando a differen­ziare la spazzatura)

Orizzonti: – Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

In casa,
comincio ad accorgermi e a tener conto dei miei fratelli

Specialità: – Ci sono ragazzi che possono di più. Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

Imparo a rinunciare a qualcosa per… (regalino al fratello/sorella; Compagno bisognoso ecc.)

Responsabilità:  Grandi si diventa

Porto a termine piccoli impegni.

Cura dell’altro:  Domanda per il mio esame di coscienza

Cosa faccio  per il mio fratellino-sorellina?

Compiti per”adulti”: Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

– Educo il loro «desiderio».
– Invito i bambini a vivere i piccoli gesti delle relazioni.
– “Arte dell’inciampare”: educo all’autonomia chiedendomi ad ogni età:
«Qual’è la giusta auto­nomia che devono possedere?»
– Testimonio una vita bella e propongo «processi».

 

Età: 7-10 anni;

Sobrietà – Se non costa, non vale!

– Imparo ad educare il desiderio:
– Imparo ad accontentarsi di quello che si può avere
– Imparare a condividere le mance (ricordandomi dei poveri)

Gesti concreti: – Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani!

– Attenzione agli altri
– Servizi e gesti di GRATUITA’: in casa ho già dei «compiti»?;
– Aiuto a scuola…;
– Sono «chierichetto»
– Valorizzo il aacchetto dei  “tempi forti”, per i poveri
– Coltico la passione per il “diverso”
– Continuo a prendermi cura del mondo (differenziando la spazzatura p.e.)

Orizzonti: – Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

Esco dal guscio:
– Scopro il mondo vivendo espe­rienze caritative (condivise in famiglia)
– Apro gli occhi e conosco persone bisognose.
– Mi educo alla generosità (vedi proposte della comunità, della scuola ecc.)

Specialità: – Ci sono ragazzi che possono di più. Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

Viviamo finezze da grandi nell’attenzione agli altri
e nella preghiera per… (preghiera di intercessione).

Responsabilità:  Grandi si diventa

Gestisco anche da solo piccoli impegni
e li porto a termine

Cura dell’altro:  Domanda per il mio esame di coscienza

– Qual è il mio compito in casa ?
– Mi sono accorto che i miei genitori sono stanchi?

Compiti per”adulti”: Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

  • Educo alle scelte
    facendo conoscere le possibilità e le difficoltà della famiglia.
  • Ci impegnamo come famiglia a gesti di condivisione con i poveri (invito a casa ecc.)

 

Età:11-14 anni;

Sobrietà – Se non costa, non vale!

– Continuo con” modalità più auto­nome” le proposte delle tappe precedenti
– Educo il desiderio:
imparo l’ «utilizzo sobrio» dei social (computer- cellulare ecc)
– Sono attento al mio corpo e alla mia salute e per questo non cedo all’alcool, al fumo ….

Gesti concreti: – Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani

–  Assumo
– uno stile di responsabilità nei “servizi alla comunità”
– autonomia nella gestione personale
– Dedico del tempo all’assistenza dei nonni
– Partecipo ad esperienze comunitarie di aiuto

Orizzonti: – Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

– Diventare gruppo: accogliente, aperto, disponibile.
– Autonomia nel gestire l’impegno scolastico
– Antibullismo:
«Mi commuovo davanti alla bellezza del creato e alla fragilità di ogni fratello».

Specialità: – Ci sono ragazzi che possono di più. Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

– So compiere gesti autonomi di carità e solidarietà agli altri.

Responsabilità:  Grandi si diventa

– Impegno personale dello studio
– Senso del limite nello speco
– Rifletto sul senso della vita

Cura dell’altro:  Domanda per il mio esame di coscienza

  • Qual è il mio compito in casa?
    – E nella comunità? (oratorio, sport , scuola …)
    – Imparo ad accogliere i miei familiari con i loro limiti?
  • Compiti per”adulti”: Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

– Impariamo ad accogliere i figli con la loro personalità
e non rimanere delusi, quando non sono come li desideriamo.

 

Età: 15-18 anni;

Sobrietà – Se non costa, non vale!

  • Rinuncia ai “cliché” della moda
    – Imparo e pratico misura nei tempi e nei modi del divertirsi.
    – Curo le amicizie affrontando anche qualche rinuncia (non tutto ciò che ci viene in mente, va fatto.)
    – Sobrietà nelle vacanze (non tutte le proposte, pur belle, sono possibili e utili)
  • Gesti concreti: – Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani!

– Imparo gesti di educazione civica:
facendo presente le anomalie (p.e.: raccolta in-differenziata nei mercati comunali)
– Mi propongo gesti caritativi personali e partecipo ad iniziative sociali/parrocchiali
– Collaborazione inmodo organico  in famiglia

Orizzonti: – Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

  • E’ tempo di pensare alla vocazione:
    – Do un’orientamento alla mia vita
    – Imparo la gestione personale dei soldi
    – Acquisisco una forte autonomia nel lavoro scolastico

Specialità: – Ci sono ragazzi che possono di più. Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

– Percepire le fatiche dell’essere famiglia.
– Educazione della corporeità

Responsabilità:  Grandi si diventa

  • Mi impegno in modo personale nello studio
    – acquisisco  senso del limite, nello speco
    – Rifletto sul senso della vita.

Cura dell’altro:  Domanda per il mio esame di coscienza

Ho un tempo  destinato a chi ha bisogno?
(confronta Decime Arcivescovo)

Compiti per”adulti”: Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

Do loro spazi ampi di autonomia.
Li sorreggo con buoni consigli e chiedendo loro gesti «seri» di obbedienza.
Li «attendo»; prego per loro

Età: 18-21 anni;

Sobrietà – Se non costa, non vale!

Imparo una gestione matura del mio tempo,
del divertimento, delle scelte amorose.

Gesti concreti: – Dai concreteza ai pensieri, muovi sempre le mani!

  • Mi propongo esperienze forti che spalanchino orizzonti.
    – Curo una informazione profonda e critica.
    – Metto a disposizione, ogni settimana,  un tempo fisso per gli altri
        (confronta “decime” Arcivescovo)

Orizzonti: – Posso accontentarmi, ma ho un progetto grande!

– Realizzo le scelte fondamentali della vita incamminandomi verso l’essere adulto.
– Curo e coltivo amicizie profonde e stabili

Specialità: – Ci sono ragazzi che possono di più. Se nostro  figlio è un genio, lo mostri nella carità.

Vivo esperienze forti verso/per gli altri
(quali missione, campi di lavoro ecc.)

Responsabilità:  Grandi si diventa

– Divento «parte adulta” nella famiglia.
– Mi dedico a formare una coscienza politica/civica.
– Vivo la mia responsabilità verso le scelte fondamentali della vita
(p.e. scelte di studio, lavoro, amore…)

Cura dell’altro:  Domanda per il mio esame di coscienza

Il servizio verso gli altri è adeguato alle mie capacità?
Sono in grado di sostituire i genitori nella gestione familiare?

Compiti per”adulti”: Talvolta bisogna spronarli; talvolta,  basta solo guardarli!

Li amo, …godendo le loro scelte.
Li guardo …camminare da soli.
Propongo pochi consigli  … ma profondi.
Resto sempre pronto ad accoglierli. (Lc. 15, Parabola del Padre buono)

per concludere:

Nel Vangelo di Matteo ci sono due testi incomparabili per comprendere e vivere la Carità: il testo delle Beatitudini (Mt 5,1-12) e il testo del “giudizio finale (Mt 25,31-46)

Il giudizio

31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

37Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.

40E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra:

“Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

44Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”.

45Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.

Puoi prendere come commento questa pagina dalla catechesi in famiglia

le beatitudini

1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

Ti offriamo un commento preso dalla Adorazione alla croce 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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