La gioia del Vangelo

Celebrazione penitenziale del 13 dic. 2013131213celpen imp

Preludio

(Abbiamo pensato di lasciarci introdurre nella preghiera dalle parole di Papa Francesco)
Sottofondo musicale

1lett. Maria è colei che sa trasformare una grotta per animali
nella casa di Gesù,
con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza.
Lei è la piccola serva del Padre che sussulta di gioia nella lode.
È l’amica sempre attenta
perché non venga a mancare il vino nella nostra vita.
È colei che ha il cuore trafitto dalla spada, e comprende tutte le pene.

2lett. Quale madre di tutti,
è segno di speranza per i popoli che soffrono i dolori del parto
finché non germogli la giustizia.
È la missionaria che si avvicina a noi
per accompagnarci nella vita,
aprendo i cuori alla fede con il suo affetto materno.
Come una vera madre,
cammina con noi, combatte con noi,
ed effonde incessantemente la vicinanza dell’amore di Dio.
Nel silenzio ognuno continua
Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Ingresso

Tu sei prima di ogni cosa – prima d’ogni tempo,
d’ogni mio pensiero: – prima della vita.
Una voce udimmo che gridava nel deserto
Preparate la venuta del Signore.
Tu sei la parola eterna – della quale vivo
Che mi pronunciò- soltanto per amore.
E ti abbiamo udito- predicare sulle strade
Della nostra incomprensione senza fine.
Io ora so chi sei io sento la tua voce
Io edo la tua luce io so che tu sei qui.
E sulla tua parola io credo nell’amore

Io vivo nella pace io so che tornerai.

Tu sei l’apparire dell’immensa tenerezza
Di un amore, che nessuno ha visto mai.
Ci fu dato il lieto annuncio della tua venuta,
noi abbiamo visto un uomo come noi.
Tu sei verità che non tramonta
Sei la vita che non muore sei la via di un mondo nuovo.
E ti abbiamo visto stabilire la tua tenda
Tra la nostra indifferenza d’ogni giorno.

Nel nome del Padre……
Cel. Dio apra il vostro cuore alla conoscenza della sua parola, al dono della sua stessa gioia, alla contemplazione del suo volto.

Si accende la lampada ai piedi dell’altare

Cel. Sia lo Spirito ad introdurci nella preghiera per essere capaci di annunciare il vangelo non solo con le parole ma soprattutto con una vita trasfigurata dalla presenza di Dio, che ci permette di conoscere la profondità del nostro peccato.

Canto:     Veni Sancte Spiritus, tui amoris ignem accende.
                 Veni sancte Spiritus, veni Sancte Spiritus.

      (vieni Santo Spirito accendi il fuoco del tuo amore)
    (mentre il solista legge la sequenza in sottofondo la musica di Veni Sancte Spiritus)

Lett. Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni datore dei doni, vieni luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Ass.: (in canto)    Veni Sancte Spiritus, tui amoris ignem accende.
        Veni sancte Spiritus, veni Sancte Spiritus.
Nella fatica riposo nella calura riparo, nel pianto conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Veni Sancte Spiritus…
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen
  Veni Sancte Spiritus…

Silenzio – Si porta l’incenso all’altare

Cel.    Preghiamo
Disponi il tuo popolo, Signore, a lasciarsi incontrare da Te perché la gioia del tuo vangelo abiti nei cuori e doni una vita carica di frutti secondo il tuo volere. Per  Gesù Cristo nostro Signore…

ASCOLTO DELLA PAROLA.

Dal libro del profeta Isaia (cap. 35)
1Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso 2fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.
3Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti.
4Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
5Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
6Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa.
7La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua.
I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie.
8Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa;
nessun impuro la percorrerà.
Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere e gli ignoranti non si smarriranno.
9Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà.
Vi cammineranno i redenti.
10Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.  Parola di Dio

(Dal Salmo 40 (39)

Canto    Laudate Dominum, laudate Dominum, omnes gentes, alleluia
1lett.    Quante meraviglie hai fatto, tu, Signore, mio Dio,
quanti progetti in nostro favore: nessuno a te si può paragonare!
Ass.    Se li voglio annunciare e proclamare,
sono troppi per essere contati.
(in canto)     Laudate Dominum…
coro.    Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
1lett.    Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Ass.    Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Laudate Dominum…
Ass.    Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho celato il tuo amore
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
(in canto)     Laudate Dominum…

stacco musicale

Alleluia  Veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo.

Dal vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio:
3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
14E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità. Parola del Signore*

*Il testo completo del prologo di Giovanni lo trovi alla fine
Omelia
I sacerdoti raggiungono i confessionali.

È possibile accostarsi a loro per un colloquio penitenziale o per la confessione,
mentre la comunità prosegue con la preghiera personale e comunitaria

CONFESSIO LAUDIS

1lett.    Dall’Evangelii Gaudium di Papa Francesco:
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

Canto:    Se guardo il cielo, la luna e le stelle,
opere che tu con le dita hai modellato
che cosa è perché te ne curi
che cosa è perché te ne ricordi
l’uomo, l’uomo, l’uomo….

Con sottofondo musicale del salmo che poi riprende in canto

2lett.    Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro     personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta.
« nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore ».

Canto:    Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli
Di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
su tutte le cose che tu avevi creato gli uccelli del cielo, i pesci del mare,
le greggi e gli armenti, gli animali della campagna

(sottofondo)

1lett    Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte.

Breve Silenzio

Canto:  Se guardo il cielo, la luna e le stelle,
opere che tu con le dita hai modellato
che cosa è perché te ne curi
che cosa è perché te ne ricordi
l’uomo, l’uomo, l’uomo….

CONFESSIO PECCATI

1lett.    « Signore, mi sono lasciato ingannare,
in mille maniere sono fuggito dal tuo amore,
però sono qui un’altra volta per rinnovare la mia alleanza con te.
Ho bisogno di te.
Riscattami di nuovo Signore,
accettami ancora una volta fra le tue braccia redentrici ».

2lett.    Ci fa tanto bene tornare a Lui quando ci siamo perduti!
Insisto ancora una volta: Dio non si stanca mai di perdonare,
siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia.
Colui che ci ha invitato a perdonare « settanta volte sette » ci dà l’esempio:
Egli perdona settanta volte sette.
Torna a caricarci sulle sue spalle una volta dopo l’altra.

1lett.    Nessuno potrà toglierci la dignità
che ci conferisce questo amore infinito e incrollabile.
Egli ci permette di alzare la testa e ricominciare,
con una tenerezza che mai ci delude
e che sempre può restituirci la gioia.
Non fuggiamo dalla risurrezione di Gesù,
non diamoci mai per vinti, accada quel che accada.
Nulla possa più della sua vita che ci spinge in avanti!

Silenzio prolungato

(nel silenzio si può farsi aiutare anche da alcuni brani dell’esortazione Evangelii Gaudium da alcuni segni
come accendere un cero riconoscendo che Gesù è la nostra luce
oppure con un granello d’incenso che ricorda tutta la nostra dignità di creature)

Il grande rischio del mondo attuale,
con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo,
è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro,
dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata.

Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi
non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri,
non si ascolta più la voce di Dio,
non si gode più della dolce gioia del suo amore,
non palpita l’entusiasmo di fare il bene.

Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente.
Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena,
questo non è il desiderio di Dio per noi,
questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto
La pastorale in chiave missionaria esige
di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”.
Invito tutti ad essere audaci e creativi
in questo compito di ripensare gli obiettivi,
le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità.

Una individuazione dei fini
senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli
è condannata a tradursi in mera fantasia.

Esorto tutti ad applicare con generosità e coraggio
gli orientamenti di questo documento, senza divieti né paure.
L’importante è non camminare da soli,
contare sempre sui fratelli e specialmente sulla guida dei Vescovi,
in un saggio e realistico discernimento pastorale.

Quando uno legge il Vangelo incontra un orientamento molto chiaro:
bisogna accogliere non tanto gli amici e vicini ricchi
bensì soprattutto i poveri e gli infermi,
coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati,
« coloro che non hanno da ricambiarti » (Lc 14,14).

Non devono restare dubbi
né sussistono spiegazioni che indeboliscano
questo messaggio tanto chiaro.
Oggi e sempre, « i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo »,
e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi
è segno del Regno che Gesù è venuto a portare.

Occorre affermare senza giri di parole
che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri.
Non lasciamoli mai soli.
49. Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo.
Ripeto qui per tutta la Chiesa ciò che molte volte ho detto ai sacerdoti e laici di Buenos Aires:
preferisco una Chiesa accidentata,
ferita e sporca per essere uscita per le strade,
piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura
e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze.

Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro
e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti.
Se qualcosa deve santamente inquietarci
e preoccupare la nostra coscienza
è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, l
a luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo,
senza una comunità di fede che li accolga,
senza un orizzonte di senso e di vita.
Più della paura di sbagliare
spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture
che ci danno una falsa protezione,
nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili,
nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli,
mentre fuori c’è una moltitudine affamata
e Gesù ci ripete senza sosta: « Voi stessi date loro da mangiare » (Mc 6,37).

Al termine del silenzio
Bonum est confidere in Domino,
bonum sperare in Domino.

CONFESSIO FIDEI

1LETT.    Signore, il nostro cuore si sente leggero consolato; eppure, ci sentiamo ancora fragili, e vogliamo per questo chiedere a te di rinnovare la nostra fede, e la nostra gioia. Maria tu che hai creduto, tu che hai ascoltato, aiutaci a manifestare la nostra fede.

Canto:    Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.

1lett.    Maria,Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Canto:    Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.

2lett.    Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.
1lett.    Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.
Canto:    Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat, anima mea Dominum.

Ass.    Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.
Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi. Amen. Alleluia.

Salmo 138 (137)
1lett.    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Ass.    Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

2lett.    Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.

Ass.    Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.

1lett.    Se cammino in mezzo al pericolo,
tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano
e la tua destra mi salva.
Ass.    Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
Lasciamo del tempo perché la preghiera di ciascuno diventi la preghiera di tutti con delle frasi brevi
prese dal testo che ci hanno aiutato a pregare.

(il celebrante torna all’altare)

CONCLUSIONE

1lett.    I libri dell’Antico Testamento avevano proposto
la gioia della salvezza,
che sarebbe diventata sovrabbondante nei tempi messianici.
La creazione intera partecipa di questa gioia della salvezza:
«Giubilate, o cieli, rallegrati, o terra, gridate di gioia, o monti,
perché il Signore consola il suo popolo
e ha misericordia dei suoi poveri » (49,13).

2lett.    Mi riempie di vita rileggere questo testo:
«Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.
Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia » (Sof 3,17).

1lett.    È la gioia che si vive tra le piccole cose della vita quotidiana,
come risposta all’invito affettuoso di Dio nostro Padre:
« Figlio, per quanto ti è possibile, trattati bene …
Non privarti di un giorno felice » (Sir 14,11.14).
Quanta tenerezza paterna si intuisce dietro queste parole!

Cel.    Il Vangelo, dove risplende gloriosa la Croce di Cristo,
invita con insistenza alla gioia.

Padre nostro
Canto finale

APPENDICE

Per chi vuol continuare a pregare vi proponiamo il prologo di Giovanni:
un testo molto ricco che spesso si legge «a pezzi»,
ma che ha una unità degna di essere scoperta.
Secondo uno stile letterario che spesso ritroviamo nella Bibbia,
è costruito in modo concentrico e va compreso a partire dal centro.
Se lo leggiamo così, ci appare subito che:

1. la storia di salvezza è storia di amore che richiede una risposta di fede .
2. Questa storia è incarnazione-avvicinamento di Dio agli uomini.
3. Di questa storia c’è un testimone d’eccezione (Gv Battista).
4. E’ una storia che ci riporta alla creazione, nel «seno del Padre»
5. e pertanto una storia comprensibile (creazione)
«spiegata» a noi da Gesù stesso.
IL VERBO E IL PADRE (3)
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio:

INCARNAZIONE (2)
3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

TESTIMONIANZA DEL BATTISTA
6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

INCARNAZIONE (BIS) (2)
9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
10Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

IL CENTRO(1)
11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
12A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13i quali, non da sangue né da volere di carne
né da volere di uomo,ma da Dio sono stati generati.

INCARNAZIONE (BIS)(2ripresa)
14E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

TESTIMONIANZA DEL BATTISTA (ripresa)
15Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me è avanti a me,
perché era prima di me».

INCARNAZIONE(2ripresa)
16Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

IL VERBO E IL PADRE (1 ripresa)
18Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

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