celebrazione penitenziale. Un giardino…

Un giardino da “coltivare e custodire”
Un  fratello  da “amare  e  rispettare”

a partire dalla Laudato si’ di Papa Francesco

morgan giardinoPER ENTRARE IN PREGHIERA

1Lett. In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era informe e deserta
e le tenebre ricoprivano l’abisso
e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

(sottofondo musicale dolce e diapositive sulla creazione)

2lett. “Per la tradizione giudeo-cristiana, dire “creazione” è più che dire natura, perché ha a che vedere con un progetto dell’amore di Dio, dove ogni creatura ha un valore e un significato” (papa Francesco)

1lett. …una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo.

(si porta all’altare un recipiente con l’acqua)

    1lett. ….il Signore Dio piantò un giardino in Eden,
(si portano all’altare delle piante per dar vita al giardino,
e la lampada, si accendono le luci all’altare)
Guida: Rendete grazie al Signore
Ass.    Rendete grazie al Signore perché è buono,
il suo amore è per sempre.

1lett… .il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo
e soffiò nelle sue narici un alito di vita
e l’uomo divenne un essere vivente.
(si portano all’altare terra e incenso,
segni della fragilità e della grande dignità dell’uomo).

1lett. “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden,
perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen. 2,15).
2lett.“La creazione appartiene all’ordine dell’amore. L’amore di Dio è la ragione fondamentale di tutto il creato, dice il libro della Sapienza: “Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata” (Sap. 11,24). Così ogni creatura è oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo….(papa Francesco).
1lett. Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore.
2lett. Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo e si compiace della sua via.
Se egli cade, non rimane a terra, perché il Signore sostiene la sua mano.
(si portano all’altare i sacchetti
segno del nostro desiderio di condividere ciò che abbiamo con chi è nel bisogno).

Un sottofondo musicale annuncia il salmo 8

Ass. Rendete grazie al Signore perché è buono,
il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
il suo amore è per sempre.
   … (pausa)
…. il suo amore è per sempre.

Canto:
Se guardo il cielo, la luna e le stelle, opere che Tu con le dita hai modellato
che cosa è perchè te ne curi che cosa è perchè te ne ricordi
l’uomo, l’uomo, l’uomo…
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli – di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, – su tutte le cose che tu avevi creato:
gli uccelli del cielo, i pesci del mare, – le greggi e gli armenti, gli animali della campagna.

Introduzione

Cel. Nel nome del Padre……
Cel. Dio apra il vostro cuore alla conoscenza della sua parola, al dono della sua stessa gioia, alla contemplazione del suo volto e sia sempre con voi
Ass.: E con il tuo Spirito
Cel. Sia lo Spirito a condurci nella nostra preghiera.

Canto:     Veni Sancte Spiritus, tui amoris ignem accende.
Veni sancte Spiritus, veni Sancte Spiritus.
(vieni Santo Spirito accendi il fuoco del tuo amore)

Mentre il solista legge: sottofondo musicale: Veni Sancte Spiritus

Lett. Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni datore dei doni, vieni luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Veni Sancte Spiritus…

Lett. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen
Veni Sancte Spiritus…

Silenzio – Si porta l’incenso all’altare

Preghiamo
Dio onnipotente e misericordioso,
che ci hai riuniti nel nome del tuo Figlio,
per darci grazia e misericordia nel momento opportuno,
apri i nostri occhi, perché vediamo il male commesso
e tocca il nostro cuore, perché ci convertiamo a te.
Il tuo amore ricomponga nell’unità ciò che la colpa ha disgregato;
la tua potenza guarisca le vostre ferite
e sostenga la nostra debolezza;
Il tuo Spirito rinnovi tutta la nostra vita e ci ridoni la forza della tua carità,
perché risplenda in noi l’immagine del tuo Figlio
e tutti gli uomini riconoscano
nel volto della Chiesa
la gloria di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo nostro Signore.

ASCOLTO DELLA PAROLA.

Dal libro della Genesi
8Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. 9Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. 10Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino…
15Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire”.
18E il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”. 19Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23Allora l’uomo disse:
“Questa volta
è osso dalle mie ossa,carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,perché dall’uomo è stata tolta”.
24Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
25Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna. Parola di Dio

Risposta salmodica

Nell’atmosfera del Getsemani
preghiamo con alcuni salmi dell’Hallel  (sal 115,116,117)

Apostolo: Terminata la cena cominciammo a leggere i salmi pasquali:
Ass: Non a noi, Signore non a noi,
ma al tuo nome da gloria, per il tuo amore, per la tua fedeltà.

L’apostolo: Nella voce di Gesù c’era un leggero tremolio
e quasi un’ostinazione a cercare un ritmo più lento:
Gesù: “al tuo nome dà gloria!… Il tuo amore… La tua fedeltà…”
Assemblea: Perché le genti dovrebbero dire: “Dov’è il loro Dio?”.
Il nostro Dio è nei cieli tutto ciò che vuole egli lo compie

Gesù: Dov’è il loro Dio… Tutto ciò che vuoi; lo compi.
Assemblea: Il Signore si ricorda di noi ci benedice
benedice la casa d’Israele benedice la casa di Aronne…

Gesù: Siate benedetti dal Signore
assemblea: Siate benedetti del Signore che ha fatto cielo e terra.
I cieli sono i cieli del signore ma la terra l’ha data i figli dell’uomo

Gesù: Benedici Padre questo tuo popolo…
La terra l’hai data ai figli dell’uomo: e cosa ne hanno fatto?
Cos’è rimasto del tuo giardino primitivo, o Padre?
Di quell’armonia che sempre cercato per i tuoi figli?
Apostolo: le sottolineature della preghiera di Gesù mal s’addicevano alla gioia pasquale
che peraltro già era mancata durante la cena;
quelle parole avevano creato un silenzio pesante.
Lo volle rompere Pietro, intonando con forza il secondo salmo Pasquale
:” Amo il Signore…”
assemblea:  Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.

Apostolo: Ci anticipò Gesù
Gesù: Allora ho invocato il nome del Signore:
“Ti prego, Signore, liberami!
5 Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Assemblea. Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.
Gesù:  Ho creduto anche quando dicevo: “Sono troppo infelice»
Alzerò il calice della salvezza e invocherò il tuo Nome o Padre

Apostolo: Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode,
Assemblea. Perché forte è il tuo amore per noi
 la tua fedeltà dura per sempre.
Gesù: Forte è il tuo amore –  la tua  fedeltà dura  sempre.

Apostolo: Ci avviammo verso l’orto degli Ulivi intonando l’ultimo salmo:
Ass.: Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

Apostolo: Terminato il salmo, ci fermammo. Gesù disse:
Gesù: “Sedetevi qui.
Ho bisogno di pregare ancora un po’;Pietro, Giacomo e Giovanni venite con me;
statemi vicino come nel giorno della mia trasfigurazione.

Pietro: Ci sedemmo poco distante e
Gesù cominciò a parlarci dell’antico giardino;
delle mille attenzioni che il Padre suo aveva avuto per quest’opera;
insisteva  sul particolare di una creazione “aperta”,
dove anche l’uomo e le creature potessero partecipare nell’abbellimento;
così aveva voluto il Padre.
ci fece intuire qualcosa della gioia meravigliosa che correva
tra lui, il Padre suo e lo Spirito.
Non è difficile cogliere la distanza tra quanto raccontava
e ciò che stavamo vivendo con lui;
mi è venuta in mente, non so perché, la Trasfigurazione.
Ass.: “Maestro, è bello per noi essere qui.
Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”.

Apostolo: Ci rassicurò che la bellezza contemplata quel giorno non era perduta…
D’ un tratto fu preso da paura e angoscia…
Giacomo, Giovanni ed io, fummo presi dal sonno, come in quell’occasione;
riuscimmo tuttavia a capire che pregava il Padre suo;
si sentiva nel suo respiro tutta la fatica di quel passo;
tuttavia si affidava a Lui.
Gesù: “Abbà! …Padre! …Tutto è possibile a te: …allontana da me questo calice!
…Però non ciò che voglio io,    …ciò che voi tu”
Ass.. “Abbà! Padre,  ciò che vuoi tu”!

Apostolo: Ci vergognammo un po’ per quel non riuscire a star svegli;
preferimmo lasciarlo solo e ritornare dai compagni.
Di tanto in tanto passava da noi  per invitarci a vegliare,
o forse per coinvolgerci, nonostante il nostro sonno,  nel suo gesto d’amore.

Apostolo: Dopo la sua risurrezione capitò che tra noi discepoli si riparlasse di quel momento.
Nel dormiveglia alcuni di noi avevano captato qualche frase;
qualcuno lo sentì collegare quel momento doloroso con la Pasqua,
celebrata con lui poco prima;
qualcuno lo sentì parlare di una seconda creazione-alleanza
che quella sua sofferenza avrebbe realizzato;
qualcuno aveva intravisto l’angelo che lo consolava
e sul suo volto, improvvisamente tornato sereno,
era nata una preghiera proprio per noi:
Gesù: “Padre custodisci lì nel tuo amore;
Spirito Santo scendi nei loro cuori;
rendili protagonisti di questa nuova ed eterna alleanza nel mio sangue;
portino questo nostro amore a tutte le Genti.
Ass.: Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode,
Perché forte è il tuo amore per noi
la tua fedeltà dura per sempre.

Gesù: Forte è il tuo amore
la tua fedeltà dura sempre.

Stacco musicale, poi  introduzione  del

canto al Vangelo

Lode a te o Cristo, re di eterna gloria
Questo è il mio corpo che è dato per voi!
Lode a te o Cristo, re di eterna gloria

Lettura del Vangelo secondo Marco
17Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. 18Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: “In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà”. 19Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: “Sono forse io?”. 20Egli disse loro: “Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. 21Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”.
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: “Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio”.
26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Omelia

stanze e percorsi

La «confessione di lode e della vita» questa sera la facciamo con 2 stanze e 2 percorsi
che ci aiutano a ricuperare quanto detto nelle catechesi domenicali
e quanto stiamo vivendo nella quaresima.

0percorsoStanza della prima alleanza
o della creazione e  bellezza condivise

“Entriamo” nella bellezza della creazione
pensando alle parole del Papa quando nella sua enciclica ci dice:

“Gesù viveva in piena armonia con il creato, e gli altri ne rimanevano stupiti:
”Chi è mai costui, che perfino i venti  e il mare gli obbediscono?” (Mt 8, 27).

Non appariva come un’asceta separato dal mondo
o nemico delle cose piacevoli della vita. Riferendosi a se stesso affermava:
“E’ venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone”. (Mt 11, 19)…

Gesù lavorava con le sue mani, prendendo contatto con la materia creata da Dio
per darle forma con la sua abilità di artigiano…

Noi siamo chiamati a diventare  gli strumenti di Dio Padre
perché la creazione sia quella che Egli ha sognato nel crearla
e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza…
Entrando nelle stanza, lasciandoci avvolgere dalla bellezza,
Troveremo dei testi che ci possono aiutare a pregare

esdicosc             Qualche domanda per l’esame di coscienza   
            apprezzo e rispetto le cose che mi circondano?
        Ringrazio il signore di quanto mi dà?
Mi sento responsabile nel “custodire e coltivare” il giardino di Dio?
Quali atteggiamenti, abitudini, comportamenti contrastano con questa cura?

1percorsoPercorso nel “giardino sciupato»
o del pentimento e conversione, continuamente donati.

Dalla «Laudato si», cap. 6

Primi passi:

I problemi della terra rimandano all’uomo;
l’uomo-povero soffre, in modo ingigantito i problemi della terra
Mi accorgo del fratello che soffre?
Sento compassione per ogni fratello che soffre?
Cosa sono disposto a fare per lui?
Qualche passo tra le macerie
I racconti della creazione suggeriscono che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse:  la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra.

esdicoscL’attenzione per le cose e gli animali, è compatibile con il rispetto dei fratelli?
Nasce dalla contemplazione e dalla preghiera?

 

Passi “da” Dio
Gesù viene nel mondo per “risanare” questo conflitto. Scrive Paolo all’amico Tito, a proposito dell’Incarnazione di Gesù:
“È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini 12e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo
con sobrietà,  (rapporto con il creato)
con giustizia (rapporto tra gli uomini)
e con pietà, (rapporto con Dio)esdicosc

Come vivono questi rapporti?
In questa quaresima ho preso in considerazione la “sobrietà”:
utilizzo ridotto dei beni che consente di scoprirne il valore spirituale?
La mia giustizia è “misericordiosa”? Consente il perdono?
La mia misericordia costruisce “giustizia”?

Passi “da profeti”, passi di ogni giorno: la spiritualità ecologica
“Molte cose devono ri-orientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare.
Occorre un nuovo stile di vita fatto non solo gesti, ma “abitudini”.(abitudine buona = virtù)
La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini.
Solamente partendo dal coltivare solide virtù è possibile la donazione di sé in un impegno ecologico.
Vari comportamenti… (continua a leggere in appendice)esdicosc

Controlla attentamente ognuno di questi atteggiamenti; domandati  se sono presenti nella tua vita; cosa puoi fare per camminare in questa direzione?

la bisaccia dei “profeti»
Gioia
La spiritualità cristiana incoraggia uno stile di vita capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo.
Sobrietà
La felicità richiede di saper limitare alcune necessità che ci stordiscono, restando così disponibili per le molteplici possibilità che offre la vita

Pace
Nessuna persona può maturare in una felice sobrietà se non è in pace con sé stessa.
Preghiera dei pasti
Tale momento della benedizione, anche se molto breve, ci ricorda il nostro dipendere da Dio per la vita,
Amore
Occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti.
Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale…

esdicosc

 

Nella “bisaccia” del tuo cuore, ci sono questi atteggiamenti?

 

3percorso

 

Sguardi che s’incrociano:
percorso della misericordia o via della croce

Soffermiamoci su alcune stazioni della nostra
Via Crucis

Nona stazione: L’incontro con le  donne
Una «corona» di sguardi che non esprimono pensieri, ma solo vicendevole misericordia.

Dodicesima stazione: Gesù e sua Madre
Guardare con l’occhio del Figlio.

Quattordicesima stazione: Deposizione
Come nelle antiche icone, questa scena è il primo gesto di tenerezza dell’umanità su Dio, sul corpo morto di Cristo. Dopo il suo sacrificio, adesso l’umanità è capace di amare.

Quindicesima stazione: verso la Risurrezione
Tra le tene­bre del buio e l’alba del giorno pasquale,
Cristo  va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita.

esdicosc

Fa nascere nel tuo cuore il desiderio di chiedere il perdono di Dio per poter vivere qualcuno di questi meravigliosi sguardi e atteggiamenti.

4percorso4. Stanza della seconda alleanza
o della contemplazione amorosa

Sempre con noi
Sempre con noi mediante la santa Eucaristia,
sempre con noi mediante la tua grazia,
sempre con noi mediante la tua provvidenza
che ci protegge senza interruzione,
sempre con noi mediante il tuo amore… (Charles de Foucauld)

I piedi del risorto
Io non so se nell’ultima cena, dopo che Gesù ebbe ripreso le vesti, qualcuno dei dodici si sia alzato da tavola e con la brocca, il catino e l’asciugatoio si sia diretto a lavare i piedi del maestro. Probabilmente no.
C’è da supporre comunque che dopo la sua morte ripensando a quella sera, i discepoli non abbiano fatto altro che rimproverarsi l’incapacità di ricambiare la tenerezza del Signore.
Le donne il mattino della risurrezione, non seppero fare di meglio
che lanciarsi su quei piedi e abbracciarli. “Avvicinatesi, gli cinsero i piedi e lo adorarono”.
Se non afferriamo i piedi di Gesù, lavare i piedi ai marocchini, o agli sfrattati, o ai tossici, non basta. (Tonino Bello)

 Cirenei della gioia
…. se non ci alziamo da tavola, se non ci alziamo da quella «Tavola», ogni nostro servizio è superfluo, inutile, non serve a niente.
Solo se partiamo dall’eucaristia, da quella tavola, quello che faremo avrà davvero la «firma d’autore» del Signore (Tonino Bello)

Abbandonati alla dolcezza di questo amore;
fai qualche proposito per la tua vita.

Conclusione – Confessio fidei

Dalla gioia della creazione alla gioia d’essere Chiesa.

Lett.: Chiesa, città beata, dimora dello Spirito!
Ti ha edificato il Padre su Cristo,
pietra angolare.
Ass: Di questo tempio noi siamo le pietre scelte e vive.
Ci ha edificato il Padre su Cristo,
pietra angolare.

Preghiamo:
Dio di mirabile amore,
che sapientemente c’è tratti dal fonte battesimale
come pietre lucenti, per edificare la città eterna,,
concedi volontà ferma e fede operosa,
perché possiamo sempre riconoscere l’unico nostro fondamento
in Cristo, Signore e maestro, che vive regna nei secoli dei secoli.

Padre nostro…

Come segno della nostra riconciliazione ci scambiamo un segno di pace.

Permalink link a questo articolo: http://www.quintoevalle.it/liturgia/celebrazioni-penitanziali/celebrazione-penitenziale-un-giardino/