L’arte del buon vicinato

Alcune riflessioni dal consiglio pastorale del 17 gennaio 2018

Siamo partiti dalla lettura del discorso alla città di Milano, fatto dal Vescovo Delpini, in occasione della festa di S.Ambrogio.

In questo discorso, come abbiamo visto anche nelle ultime catechesi domenicali, ci sono tanti spunti per una riflessione sul nostro cammino di chiesa.

La prima sottolineatura è Ia bellezza dell’ “elogio”, del riconoscere cioè tutto il lavoro e dedizione capillare che permette alla città di esistere con i suoi servizi necessari e di carità. Linguaggio che si allontana dalla “lamentazione.
Di tutti voglio fare I’elogio, a tutti desidero esprimere la mia gratitudine e ammirazione, contrastando quella tendenza troppo facile alla Critica.

Poi la nostra attenzione è stata attratta dalle parole che parlano del “buon vicinato”;parole già note alle nostre orecchie, perché più volte ascoltate, infatti più e più volte ci siamo detti che l’idea di una “sentinella di palazzo”, di via, di quartiere… Attenta a ciò che capita, che serve, può trasformare le nostre comunità.

Partendo da ciò dice Papa Francesco: “la relazione comincia con uno sguardo contemplativo”; ci sembra di poterci impegnare con gesti piccoli o grandi che siano perché davvero le nostre parrocchie diventino comunità dove le relazioni diano maggiore sicurezza nel vivere quotidiano, ci salvino dalle chiusure, ci allontanino dalle paure del diverso e non ci facciano vivere Ia città come un luogo solo da sfruttare.
Sempre in “punta di piedi” abbiamo tentato di dirci alcuni esempi di esperienze personali ed episodi di buon vicinato, partendo dal saluto per poi sfociare in modalità per socializzare tra le più disparate.
Dal lavoro volontario di un gruppo di genitori per ridipingere una cancellata, che ha coinvolto tante altre persone che solitamente non si vedevano in chiesa, fino alle pulizie del vialetto con I bambini all’oratorio estivo, che li ha resi consapevoli e responsabili dell'ambiente che Ii circonda. Per arrivare al coinvolgimento degli adolescenti: in base al costo dei doni ricevuti, decidevano di aiutare i poveri con un valore del 10% del regalo stesso.

Anche decidere di dedicare una parte del proprio tempo libero per attività come organizzare la pulizia degli spazi comuni insieme ai ragazzini, mentre i più grandi possono aiutare nello studio chi ne ha bisogno; visitare Ia Caritas a Rozzano, bambini e genitori assieme; rendersi disponibili per Ie letture, il canto e I’accompagnamento musicale durante le celebrazioni, può servire a tradurre in fatti concreti la frase “Noi siamo gente di Chiesa ed abbiamo il Vangelo nel cuore, ci sono gesti cosi semplici che possono essere vissuti dai piccoli e dai grandi”.

Pensiamo che se mettiamo insieme energie, fantasia,… e soprattutto desiderio di educare possiamo fare grandi cose anche nel nostro”piccolo”.

II consiglio pastorale

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