Isaia: il profeta della Gloria di Dio

Deserto ragazzi

Note per genitori e catechisti – dic. 2017

1° giorno: Appare la «Gloria di Dio»

Is 6,1-4

 

Presentazione del personaggio: il profeta Isaia. Profeta= colui che sa ascoltare, meditare, comprendere la Parola di Dio. Che guarda tutto ciò che succede attraverso lo sguardo di Dio e non smette mai di richiamare tutti, alla Sua bellezza.

Vede la GLORIA di Dio che seduto sul trono è comunque in mezzo a noi (i lembi del suo mantello riempivano il tempio).

2° giorno: la vocazione

Isaia 6,5-8

Approfondimento – note per le catechiste

( aiuto dall’immagine di Chagall: il colore verde è il colore delle emozioni e qui verde c’è il volto e la mano che porta il rotolo della Parola. Segno che Isaia incontra questo Dio, ne sente la Parola, parla con Lui…)

Isaia ci ha appena raccontato della visione della Gloria di Dio. Visione che parla della grandezza, della magnificenza di Dio, che noi non riusciamo a comprendere, a vedere nella sua interezza tanto è grande e bellissima.

Avviene l’incontro con DIO.

Da questo incontro capisce la sua piccolezza, comprende il suo peccato, la sua fragilità. Il Signore è santo, della sua gloria è piena la terra. Noi siamo piccoli, distanti…..non comprendiamo bene la sua Parola, anzi a volte ce ne allontaniamo. Pensiamo di riuscire a fare da soli.

Ecco allora la voce di Isaia: “Ohimè! Io sono perduto,

perché uomo dalle labbra impure io sono

e in mezzo a un popolo dalla labbra impure io abito;

(le labbra dicono ciò che c’è nel cuore. Far pensare ai bambini come molte volte, quasi senza accorgerci, dalle nostre labbra escono giudizio, cattiveria, violenza-le parolacce ad es.- …..come anche attorno a noi sentiamo cose che non dicono la presenza di Dio….la facilità di perdere la messa, di fare di Dio Qualcosa e non QUALCUNO……anche per Isaia, guardando la bellezza di Dio capisce quanto “peccato=lontananza” dentro e intorno a lui. Si sente indegno….)

Eppure…

“eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti”………

Il riconoscere la nostra fragilità ci porta a chiedere il perdono ed ecco che Dio è subito pronto a donarcelo……”un serafino tocca le labbra con un carbone ardente e purifica.

(questo gesto gli permette di diventare un uomo nuovo, un uomo capace di ascoltare l’invito del Signore e di rispondere: Ecco manda me.

E Dio gli chiede di collaborare al suo disegno di bellezza, di salvezza gli chiede di entrare nella bellezza della sua creazione (fece l’uomo a sua immagine e somiglianza)

Tu, Isaia che sai cosa vuol dire riconoscere il non ascolto, la lontananza da me, il non comprendere la mia Parola, il non sentire il mio amore….vai aiuta anche gli altri a comprendere il mio amore……a capire come è bello camminare per le mie vie, a lasciarsi guidare da me. Dillo a tutti che voi non potete rimanere nella distruzione, nella desolazione e nel caos, la mia creazione è per il bene, il bello…. Alla caduta dell’albero c’è sempre un CEPPO che rimane…..un ceppo che è promessa di vita, di salvezza, di ripresa.

Terzo giorno

is 9

I Segni della Gloria: la luce

Riprendiamo il ceppo: promessa di vita, di salvezza, di ripresa.

In mezzo alle tenebre dell’umiliazione il popolo vede una grande luce.

Caro Isaia, non smettere di dire a tutti la gioia che senti, che vedi nella mia Parola, nella mia opera.

Pensiamo alle tenebre dell’inizio, della creazione: quando Dio crea il meraviglioso giardino della creazione per noi, lo riempie di una grande bellezza per amore nostro, perché noi possiamo starci bene e essere contenti.

Questa opera di Dio non viene meno, il suo desiderio di amarci e farci stare bene, di illuminare i nostri passi…non viene meno anzi c’è la visione di una grande luce che moltiplica la gioia.

C’è un bambino (Isaia cerca di capire la storia che sta vivendo: un nuovo re, poco più di un bambino sale al trono e porta con sé tutta la speranza di un popolo che finisca la guerra, ..che ci sia finalmente la luce della vita. Finalmente si apriranno i cuori all’ascolto…sentiranno la Mia voce).

Il suo nome sarà:

Consigliere mirabile= saprà ascoltare la Parola di Dio e farne tesoro per governare con saggezza

Dio potente= Dio è santo, è in movimento nel suo popolo, e il re che lo ascolta imparerà a muoversi nella pace, diventa capace di compiere i passi che portano alla cura, alla speranza. Diventerà costruttore di pace.

Padre per sempre= sarà capace, questo bimbo, di essere padre cioè di prendersi cura del suo popolo. Lo imparerà proprio dall’amore di Dio

Principe della pace= il frutto dell’essere “custodi del giardino”, del collaborare alla salvezza di Dio rende capaci gli uomini di rendere vivo il suo progetto di bene per noi. (Dio chiama sempre a collaborare con Lui per il bene, anche se ci sarà qualcuno che opera il male ci sarà sempre qualcun altro capace di imitare Dio e di fare il bene.).

L’immagine di Chagall è un particolare di quella di ieri, è il richiamo a quello che troveremo domani nella visione del lupo con l’agnello, il bambino e i serpenti….richiamo alla bellezza armonica della creazione. Immagine della bellezza infinita del giardino di Dio.

Quarto giorno.

Is 11

I SEGNI DELLA GLORIA: IL GERMOGLIO

Ecco il germoglio, oggetto di speranza (i verbi sono tutti al futuro)

Sul germoglio si poserà lo Spirito Santo, ci rimane in modo stabile ed è questo Spirito che rende il re immagine di Dio. Ricordiamo lo Spirito che aleggia sulle acque dell’origine e che da origine al “ballo” della creazione.

In questo Spirito Isaia mette i doni dei diversi personaggi importanti della storia di Israele: Sapienza e intelligenza= capacità di comprendere la situazione e di saper mettere in opera gli atteggiamenti pratici per raggiungere lo scopo. Frutto di esperienza e di ascolto obbediente. Qui intravede la figura del re Salomone.

Consiglio e fortezza= qui è necessaria la volontà, la prudenza e la costanza di superare le difficoltà per eseguire il progetto di Dio. Qui si intravede Davide.

Conoscenza e timore= qui è importante la relazione con Dio, l’essere in sintonia con Lui, con il suo agire. Bisogna riconoscerlo come Signore, sapere che ci è vicino sapendo che noi siamo lontani, piccoli piccoli. Traspare la figura di Mosè.

Gesù riprenderà queste parole parlando di Lui, mostrandosi come Colui che ha tutti questi doni, la pienezza dello Spirito che è del Messia= il capolavoro di Dio.

Pienezza dello Spirito che ci viene donato nella cresima.

Pienezza dello Spirito che ha come risultato l’armonia della creazione, che ci porta ad essere veri custodi del giardino di Dio lavorando con giustizia, per la pace, in comunione con tutte le diversità. Addirittura i nemici capiranno di avere la stessa radice. (visione degli animali).

Isaia ci dice: guarda il tuo cuore, è abitato dallo Spirito. Questo Spirito ti rende capace di essere felice e di rendere felice ogni persona, ogni realtà. Questo è un dono grandissimo che non puoi perdere. Anzi lo devi testimoniare.

Quinto giorno.

Isaia 52 IS 54

I SEGNI DELLA GLORIA: CITTA’

All’esortazione del profeta il popolo si muove.

Finalmente questo popolo diventa fiducioso nell’intervento di Dio: certamente Dio metterà fine a tutto questo. E allora ecco la bellezza dei piedi del messaggero di lieti annunci. È bello udire la voce delle sentinelle (coloro che tengono desta l’attenzione all’operare di Dio) che ci aiutano a vedere Dio, a ritrovare la gioia di essere suoi figli.

Isaia va ancora più avanti, non basta gioire, scendere nelle piazze per dire la nostra gioia ma…bisogna anche farsi belli (metti le vesti più belle…riconosci la dignità di essere figlio, creato a immagine e somiglianza di Dio. Ornati delle pietre più belle, il ritorno alla nostra città è festa. Festa che dice che la sofferenza non è per sempre è qualcosa di temporaneo. Gerusalemme tu vivrai della giustizia, della pace del tuo Dio. Saprai vivere la carità. Allarga lo spazio della tua tenda …entreranno tutte le nazioni……tu sarai la città santa, bellissima ….tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore quelle perle preziose agli occhi di Dio, sulle quali riversa tutta la tenerezza, la bellezza, la grandezza…il suo amore…..e così IL TUO DIO GIOIRA’ PER TE. Isaia ci conduce così alla bellezza della Gerusalemme celeste che verrà ripresa nell’apocalisse.

Ecco ora siamo pronti ad entrare nel tempo che ci prepara al Natale godendo del meraviglioso amore del nostro Dio che sa farsi piccolo piccolo come noi per dirci quanto ci ama, come siamo preziosi ai suoi occhi.

 

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